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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Come applicare un gesso in caso di laminite acuta

11° Congresso Multisala SIVE Pisa, palazzo dei Congressi dell'Università 28-30 Gennaio 2005 Atti. pag.149-150

La laminite è un'emergenza medica, ma richiede anche delle misure urgenti (bio) meccaniche che mirano a diminuire le tensioni sulle lamine infiammate, diminuire o eliminare pressioni sulla suola anteriore sottostante al margine distale della terza falange e finalmente a minimizzare le tensioni asimmetriche sulla scatola cornea che si producono quando il cavallo si gira.

Queste misure iniziali, da applicare al più presto al paziente colpito, includono:

  • incollaggio tramite bende adesive di blocchetti di poliasterolo ritagliati a forma di zoccolo, 
  • bendaggi di cotone garzato che includono un rotolo sotto al fettone, 
  • scarpette allacciabile con cuneo rialzato e materiale di riempimento che trasferisce l'appoggio alle zone palmari o plantari dello zoccolo, 
  • fissazione tramite bende di supporti realizzati con silicone d'impronta dentaria  
  • bendaggi di bende gessate adeguatamente modellate per gli scopi menzionati.

I vantaggi pratici di quest'ultimo metodo si possono riassumere in: rapidità e facilità d'applicazione e di gestioni, basso costo, igiene, e plasticità che facilita una protesi su misura.

Con un secchio d'acqua (caldo se si vuole accelerare l'indurimento) e 3-4 bende gessate (altezza 10 cm per zoccoli piccoli / medi, 15 cm per zoccoli grandi) si procede a srotolare in mano il primo rotolo ben bagnato, facendone una palla che s'applica sopra il fettone, barre e suola caudale del piede sferrato e moderatamente pareggiato (importante è accorciare la punta se questa e molto lunga). Questa palla di benda gessata, che dovrà sporgere al di sotto del margine distale della parete, viene poi tenuta in situ tramite due - tre bende che fasciano la parete fino sotto la corona, incrociando i vari giri di benda dal glomo laterale - alla punta/mammella mediale e dal glomo mediale alla punta/mammella laterale. Importante è creare uno spessore che sporge ± 1-2 cm sotto la parete in modo da distanziare la suola anteriore dal terreno e di “addolcire” il margine prossimale del gesso dove passa sopra i glomi e sotto la corona.

Usando bende gessate fresche (non scadute) e acqua calda, i tempi d'indurimento rapidi generalmente permettono l'applicazione di gessi senza anestesia regionale sul piede controlaterale, se questo può trovare un appoggio su una superficie morbida e se assistito da un "alzatore" capace.

Con un minimo di pratica i gessi si applicano con facilità nella fase acuta della laminite, permettendo una diminuzione della tensione laminare dorsale grazie al rialzo che formano sotto i talloni (diminuzione della trazione esercitata dal tendine flessore profondo delle falangi) e una stabilizzazione dei movimenti della scatola cornea rispetto all'ingranaggio laminare. Essi sono soltanto una terapia meccanica d'emergenza fino alla stabilizzazione del quadro clinico acuto, dopo di che bisogna trovare una soluzione di ferratura più durevole.

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