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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Le sobattiture, cause conseguenze e rimedi

Pubblicato con il titolo "Il male cova sotto la suola". Cavallo Magazine n° 184 Marzo 2002

Le sobattiture del piede sono il nome che si dà alle conseguenze di un trauma subito a livello della suola cioè ad una compressione e infiammazione dei tessuti vivi (e sensibili) del piede sotto la suola cornea.

Nella forma più semplice sono ematomi, con la particolarità che la fuoriuscita di sangue dai vasi e il gonfiore locale non trovano spazio per espandersi visto che la regione colpita è contenuta nella scatola cornea di tessuto cheratinizzato, e perciò sono causa di una compressione notevole. Per dare un'idea abbastanza accurata basta pensare al dolore che causa un ematoma sotto l'unghia della mano di una persona!

A differenza dalle nostre unghie, che sono quasi trasparente e al di sotto dei quali si può vedere la raccolta di sangue, nel cavallo la suola è tropo spessa per dimostrare dove è il punto dolente. A prescindere del fatto che la persona difficilmente si scorda quale dito si è preso sotto la porta o e stato colpito da una martellata; mentre che il cavallo ce lo comunicherà invece con una zoppia repentina e marcata.

La prima difficoltà perciò sta spesso nell'identificare e localizzare con esattezza la fonte del dolore esatta nel piede colpito. A volte quello che i dottori chiamano l'anamnesi cioè la storia del paziente e dell'insorgere della zoppia possono aiutare il veterinario e/o il maniscalco; se il cavaliere si è accorto di un sasso appuntito ritrovato incastrato sotto il piede oppure il cavallo ha perso un ferro su un terreno sassoso questi sono elementi utili per mettere sulla buona pista il professionista. Anche la conformazione (piedi larghi e piatti, suole tenere e morbide) possono chiamare l'attenzione e sono elementi importanti. Cosi come lo è lo stato della ferratura; una ferratura fresca dove la suola è stata appena pareggiata rende quest'ultima temporaneamente più delicata (infatti, non è buona norma partire ad andature sostenute su terreni duri e sconnessi con il cavallo ferrato di fresco). Anche una ferratura trasandata e tenuta troppo a lungo, con i talloni del ferro che s'incastrano dentro del piede, può causare compressioni a quelle zone delicate del piede che sono gli angoli d'inflessione tra barra e parete esterna dei talloni. La sobattitura a livello degli angoli d'inflessione sono cosi frequenti che nella lingua Inglese esiste addirittura una parola per indicarli; il cosi detto corn (l'angolo d'inflessione viene chiamato seat of corn).

Ancora, quando il maniscalco si trova alle prese con piedi molto corti e consumati, oppure è costretto ad accorciare molto l'unghia di zoccoli deboli e/o trascurati per trovare un appiglio sano per i chiodi, può essere lo stesso ferro (generalmente a livello della punta) a causare pressione sulla suola e causare la sobattitura. Questo stesso rischio c'è con piedi molto piatti o, addirittura, piedi che hanno la suola quasi convessa invece di concava, come succede per esempio in cavalli che hanno subito un attacco di laminite. In questi casi una buona precauzione sarebbe di svasare il ferro sulla sua faccia superiore forgiandolo con il martello in modo un po' concavo oppure con l'aiuto di una smerigliatrice. Anche l'uso di una soletta aperta o chiusa di cuoio può aiutare a distanziare il ferro dalla suola sensibile.
Le sobattiture spesso si complicano con un'infezione dei tessuti vivi colpiti e allora il dolore per il cavallo può essere cosi grande da sottrarre l'arto completamente all'appoggio perché al trauma iniziale e alla compressione da parte dell'ematoma si va a sommare l'infiammazione dell'infezione e della formazione di un ascesso sotto la suola.

Questi ascessi possono naturalmente anche essere causati dalla penetrazione diretta di germi nei tessuti vivi, per esempio da un oggetto appuntito e sono facilitati da condizioni poco igieniche che portano al rammollimento del piede.

Le zoppie causate da sobattiture e da ascessi s'accompagnano generalmente da un aumento della temperatura del piede colpito cosi come da un polso digitale aumentato che si può sentire mettendo le dita sul decorso delle arterie digitali e comparando con l'arto opposto.

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Controllo  del  polso  digitale
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Polso digitale visibilmente aumentato
 in caso d'infezione nel piede
Per trovare la sede esatta della sobattitura bisogna esplorare tutta la suola (preferibilmente con il piede sferrato) sistematicamente con una tenaglia apposita, osservando la reazione del soggetto alla pressione che la tenaglia esercita nei diversi punti della suola.
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Anche con la tenaglia da 
sonda si cerca il punto esatto della sobattitura
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Accesso  ad un eventuale ascesso
La localizzazione esatta del punto dolente permette di aprire la suola cornea, cheratinizzata, nel punto preciso dell'ematoma o dell'ascesso, per alleviare la pressione dei tessuti vivi sottostanti e la fuori uscita del siero purulento nel caso frequente d'infezione. Particolarmente quando si tratta di un'infezione se non si pratica una via verso l'esterno i germi continuarono a minare la suola fino a fistolizzare a livello dei glomi. E' infatti, questa la “naturale” via d'uscita delle infezioni della suola anche se l'ascesso iniziale si trovava nella regione della punta. Ovviamente i danni ai tessuti vivi e il prolungamento del forte dolore e della zoppia sono molto maggiori se si aspetta fino a che l'infezione trovi un passaggio verso l'esterno per “conto suo”.
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Il controllo della temperatura specialmente con un termografo laser permette di trovare punti focalizzati di calore
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Via d'uscita degli ascessi della suola a livello di glomi

Se s'individua il punto esatto dell'accesso l'apertura viene praticata dal veterinario o dal maniscalco che con lui collabora con dei coltellini inglesi concepiti appositamente a questo scopo, particolarmente utili sono quelli ad anello piccolo, che permettono di praticare un foro attraverso la suola cornea di dimensioni piccole. Per aiutare l'estrazione dell'infezione e per dare sollievo alle sobattiture leggere non complicate d'infezione si usano degli impacchi, per esempio di seme di lino cotto oppure d'Animal Lintex, tenuti intorno al piede per 12 - 24 ore con un bendaggio lasso.

Questi bendaggi molli hanno il vantaggio di ammorbidire le strutture cornee diminuendo la pressione interna (in caso di semplice ematoma) o facilitando l'apertura dell'ascesso con il coltellino.

Invece dei bendaggi che tendono a sporcarsi si possono usare anche delle scarpe da medicazione apposite nei quali si piazzano il piede avvolto da cotone e disinfettante.

Una volta estratta l'infezione, il cavallo prova un sollievo istantaneo, pero se si è dovuto aprire la suola, bisognerà riferarlo offrendo una protezione speciale a questa zona alla quale manca la sua protezione cornea normale, finche questa non si sia riformata. Inoltre è bene mantenere la sede dell'apertura coperta con un cotone imbevuto di disinfettante, da cambiare ogni giorno, per evitare che s'infiltri terra o lettiera sporca causando cosi una nuova infezione.

Se l'apertura è piccola e vicino al margine esterno della suola, generalmente si può realizzare una protezione modificando un ferro normale, slargando la sua benda verso l'interno in corrispondenza della lesione, in modo che questa rimanga coperta dal terreno e si possa mantenere in sito la medicazione con un batuffolo di cotone.

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Se la lesione è vicina al margine esterno della suola  la medicazione può essere tenuta al posto dallo stesso ferro  opportunamente modificato per coprire il difetto
Se invece la suola è lesionata su una superficie maggiore e più distante dal ferro conviene ferrare con una soletta da medicazione asportabile o “placca ospedale” che permette la medicazione giornaliera della zona e offre protezione alla suola finche questa non sia di nuovo cheratinizzata da coprire i tessuti sensibili sottostanti. Questo processo può necessitare di diverse settimane, ma nel frattempo il cavallo è perfettamente utilizzabile se siamo venuti a capo dell'infezione ed evitiamo compressioni della suola ancora “tenera”.
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Per lesioni estese o più centrali bisogna ricorrere all'applicazione di una soletta amovibile che protegge la suola dalla pressione del terreno e permette di cambiare il cotone con disinfettante.
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