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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Aria, luce e calma

Pubblicato con il titolo "La mascalcia" Cavallo Magazine n°174 Maggio 2001

Ferrare cavalli è un lavoro di precisione nel quale l'attenzione per i dettagli è la base per un lavoro ben eseguito. Un esempio per tutti è l'accuratezza con la quale devono essere piazzati i chiodi, i cui tragitti devono interessare solo la parete cornea insensibile, all'interno della quale si trovano le parti sensibili del piede, ad una profondità sufficiente pero da assicurare una tenuta solida del ferro (chiodi troppo “a magro” cioè troppo verso l'esterno tendono a spaccare la muraglia causando delle setole).

Al maniscalco professionista viene chiesto di effettuare un lavoro ben fatto in tutti i particolari ma troppo spesso non viene messo nelle migliori condizioni di farlo. In troppi centri equestri manca la condizione essenziale: una mascalcia (luogo dove si effettuano le operazioni di pareggio e ferratura) funzionale e sicura.

Quali sono gli attributi di una mascalcia idonea?

Ubicazione:

La prima considerazione è dove realizzare la mascalcia. Il luogo deve essere tranquillo, inaccettabile e per esempio pensare di dover ferrare in corridoi stretti dove ogni due minuti qualcuno chiede di spostare il cavallo perché deve passare con una carriola o con un altro cavallo.

Allo stesso tempo il luogo scelto deve essere abbastanza centrale per non dover fare lunghi tragitti dai box alla mascalcia, cosa che richiede tempo e che in casi di cavalli che hanno subito una sferratura accidentale può causare ulteriori danneggiamenti dello zoccolo.

Inoltre, oggi giorno dove il maniscalco moderno è attrezzato per effettuare la visita a domicilio con un mezzo di lavoro nel quale sono contenuti tutti gli attrezzi di una vera “bottega ambulante” (forgia a gas, incudine, levigatrice, trapano a colonna etc.) la mascalcia deve essere accessibile al mezzo di lavoro. In altre parole il furgone di lavoro deve potersi piazzare vicino alla mascalcia.

Spazio:

Per poter lavorare in sicurezza deve esserci abbastanza spazio. Ci sono diversi modi di legare un cavallo, direttamente al muro, a due venti o ad un anello nell'angolo. Bisogna tenere presente che il temperamento d'ogni soggetto è diverso; cavalli maturi ben educati ed abituati staranno fermi ovunque, ma cavalli giovani e/o nervosi richiedono più spazio e psicologicamente si sentono meno insicuri se possono accostarsi con un fianco ad una parete (anche nel branco il cavallo brado ha sempre un fianco “coperto” da un altro compagno). Se la mascalcia è larga (almeno 8 metri) si può optare per fissare un anello nella parte centrale della parete lunga: accostando il cavallo con il suo fianco destro alla parete si può lavorare sui due arti sinistri; e con il suo fianco sinistro alla parete si può lavorare sui due arti destri.

Bisogna tenere conto però che la pratica normale è di ferrare prima un bipede (generalmente i due anteriori) e poi il altro. Questo implica che per ogni operazione (sferratura e pareggio, preparazione e presentazione del ferro sullo zoccolo, inchiodare, rifinire) bisogna spostare il cavallo di 180° quando si va da un sinistro ad un destro e viceversa. Più pratico può essere di predisporre anelli dove legare il cavallo negli angoli. Il cavallo dovrà solo spostarsi di 90° per cambiare di lato.

Importantissimo è che rimanga abbastanza spazio dietro il cavallo per il maniscalco anche nell'eventualità che il cavallo tenti di scalciare. Se lo spazio è ristretto il maniscalco rischia di rimanere tra “martello e incudine” cioè tra cavallo e il muro! (Schema 1 - 2) Infine c'è da aggiungere che molti maniscalchi impegnati s'avvalgono di un assistente che effettua per esempio le operazioni di sferratura e rifinitura. In questi casi bisogna pensare a mettere a disposizione spazio a sufficienza da poter lavorare in sicurezza su due cavalli contemporaneamente.

Copertura/orientamento:

Il maniscalco deve poter lavorare a riparo del sole e delle intemperie; tutta la zona di mascalcia deve essere coperta, con un'altezza adeguata minima per i cavalli anche più grandi. Se com'è razionale, un lato della mascalcia rimane aperto, facilitando l'accesso di cavalli, maniscalco e attrezzatura, il lato aperto avrà un orientamento. Se quest'orientamento e verso Sud, Est od Ovest ci saranno momenti della giornata dove il sole, entra direttamente in mascalcia, cosa che d'estate può causare sconforto ed attirare le mosche. Può essere utile perciò orientare la mascalcia verso nord (specialmente nel sud del paese) oppure munire la mascalcia di un'ampia e sporgente tettoia dal lato aperto.

Pavimento:

Per poter appiombare correttamente un cavallo il pavimento deve essere piano e regolare. Inoltre deve essere abbastanza liscio da evitare che il cavallo danneggi gli zoccoli sferrati e pareggiati prima che li siano applicati i nuovi ferri, ma non cosi liscio che il cavallo rischi di scivolare.

Foto 1
Foto 2:
Ecco un esempio di pavimento adatto alla mascalcia:
è in cemento e la leggera zigrinatura lo rende regolare ma non scivoloso.

Luce:

L'illuminazione diffusa (senza effetti di controluce) ed intensa è fondamentale per poter lavorare con accuratezza. In inverno, specialmente nelle giornate nuvolose, la luce naturale svanisce presto, perciò l'ideale è un'illuminazione a 4 sorgenti che si riflette su pareti chiare (bianche) e pulite. A parte le lampade servono anche prese per la corrente per gli attrezzi elettrici (smerigliatrice, trapano, microfresa etc…). Queste prese devono essere accessibili al maniscalco ma non al cavallo! Buona pratica è l'installazione di prese multifunzionale (per spine grandi, piccole e “tedesche”, eventualmente industriali).

Areazione:

Una buona areazione è fondamentale quando si ferra “a caldo”, cioè quando l'ultimo pareggio avviene piazzando il ferro rovente per un corto periodo sulla superficie previamente pareggiata dello zoccolo.

Foto 3
Foto 3:
La ferratura a caldo produce sempre un fumo abbondante:
è proprio in questi casi che serve un'ottima aereazione della mascalcia.
Quest'operazione rilascia una certa quantità di fumo (in gran parte vapore acqueo) che deve poter svanire prontamente. Le mascalcie con un lato aperto generalmente non hanno problemi d'areazione, nelle mascalcie chiuse (più propizie ai climi nordici) può essere necessario un sistema d'estrazione forzato.
Foto 4
Foto 4:
Un esempio di quanto risulti preciso il pareggio dello zoccolo effettuato con la ferratura a caldo.

Vari:

E' buona pratica mantenere nella mascalcia una scopa in buono stato, una pala e due contenitori; uno per il letame e un altro per ferri vecchi, chiodi, ritagli di solette etc….. (questo invoglia il maniscalco a lasciare la piazza pulita a fine lavoro). Serve una fonte d'acqua vicina.

Foto 5
Foto 5: 
è importante tenere sempre ben pulita la mascalcia.
Inoltre soprattutto se le strutture sono in tutto o parzialmente in legno e buona norma avere un estintore in luogo accessibile. Anche se si ferra esclusivamente a freddo ci sono rischi d'incendio, per esempio dalle scintille della smerigliatrice o levigatrice. Naturalmente una mascalcia ben realizzata gioverà non solo direttamente al maniscalco invogliandolo a tenerci cari come clienti; ma anche alla qualità del lavoro. Inoltre può essere un luogo utile per altre operazioni come per esempio tosatura, visite veterinarie cliniche od ostetriche, rivalutando in definitiva l'insieme del centro equestre.
Foto 6
Foto 6:
Attenzione alle scintille.
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