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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Il ferro di Napoleone

Cavallo Magazine n° 172 Marzo 2001

La tradizione racconta che Napoleone nella ritirata caotica della sua campagna militare in Russia durante il rigido inverno dell'Est e con le retroguardie del suo esercito assaliti dai terribili Cosacchi, ordinò che i cavalli della cavalleria Francese fossero ferrati all inversa, cioè con l'apertura del ferro verso la punta dei piedi invece che verso i talloni, per confondere il nemico che, vedendo le tracce sul terreno avrebbero concluso che l'esercito Francese ancora avanzava invece di fuggire. Da allora i colleghi maniscalchi di oltre Alpe chiamano la ferratura invertita, rovesciata o a punta aperta: ferratura Napoleonica.

Questa tecnica di ferratura, che si può anche realizzare modificando opportunamente ferri prestampati, ha ancora oggi giorno una validità terapeutica e/o preventiva per diverse problematiche del piede equino. (vedi box)

Piazzando un ferro all'inversa sotto il piede, si aumenta la base d'appoggio e la stabilità della ferratura a livello dei talloni e della parte posteriore del piede in generale, analogamente a quando si usa una pianella o un ferro ad uovo, con in più il vantaggio che si facilità lo stacco del piede dal terreno in punta durante la fase di propulsione. (vedi schema)

Cosi la ferratura Napoleonica è indicata come prevenzione per cavalli che hanno piedi bassi ai talloni e a punta lunga, conformazione che predispone ad un sovraccarico dell'apparato podotrocleare (osso navicolare, borsa navicolare, tendine flessore profondo).

Cavalli con questi tipi di piedi tendono ad avere un asse digitale spezzato all'indietro, specialmente verso la fine della ferratura quando la punta è cresciuta mentre che i talloni hanno continuato ad avere un certo consumo sulla superficie superiore del ferro dovuto all'elaterio (movimento d'apertura e chiusura ad ogni ciclo d'appoggio - alzata dei talloni) dello zoccolo.

La ferratura invertita, permettendo un moderato consumo della punta dello zoccolo, mantiene più costante l'allineamento dell'asse digitale e centra di più la base d'appoggio della ferratura sotto il centro articolare del piede.

Come ferratura terapeutica la ferratura Napoleonica è indicata nelle forme flessorie di Navicolite perché evita l'eccessiva estensione dell'articolazione corono-triangolo-navicolare all'appoggio in terreni profondi e accorcia la leva che va dalla punta al centro dell'articolazione, leva che durante la fase di stacco del piede deve essere vinta dall'azione del flessore profondo facente fulcro sull'osso navicolare.

Per le stesse ragioni biomeccaniche, questa ferratura è indicata in caso di desmite (infiammazione - lesione di un legamento) della briglia carpica che collega il tendine flessore profondo al carpo (“ginocchio” degli anteriori). Infine può essere usata a profitto nella fase cronica di laminite permettendo di scaricare la muraglia dorsale che si trova parzialmente staccata dall'osso del piede e che tende a comprimere la corona nella sua regione anteriore. In quest'ultimo caso è bene abbinare la ferratura aperta in punta con un appoggio sulla forchetta per sostenere l'osso del piede nella posizione fisiologica, tramite un inserto metallico saldato al ferro e silicone d'impronta dentaria.

Se fosse vero che Napoleone inventò la ferratura che almeno in Francia porta il suo nome ringraziamolo per una ferratura che ha dimostrato d'essere utile anche in assenza di Cosacchi!

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