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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Le ferrature per le lesioni tendinee

Pubblicato con il titolo "Salviamo i tendini". Cavallo Magazine n° 160 Marzo 2000

I tendini sono strutture fibroelastiche che collegano i muscoli agli segmenti squellettrici mentre che i legamenti uniscono due ossa tra di loro.

Nella parte inferiore (distale) degli arti dei cavalli ci sono due tendini flessori: il tendine flessore profondo delle falangi (T S P F) e il tendine flessore superficiale delle falangi (T F S F). Ogni uno di questi tendini collega gli omonimi muscoli (che trovano origine nel arto anteriore dal gomito), con l'aspetto posteriore (palmare) delle falangi. (schema 1). 

Insieme al legamento sospensore del nodello (L S N), che collega il carpo con le falangi tramite le ossa sesamoidei prossimali, i tendini flessori formano l'apparato di sostegno del nodello. Per permettere l'estensione del dito c'è finalmente il tendine estensore delle falangi (T E F) che scorre dorsalmente al dito per inserirsi su una prominenza dell'osso del piede (IIIª falange). Tanto il T F P F che il T F S F hanno un legamento accessorio chiamati rispettivamente briglia carpica e briglia radiale dal punto dove s'inseriscono sullo squelettro . Queste due briglie fanno si che il cavallo possa stare in piedi senza sforzo da parte dei muscoli flessori.

Le lesioni tendinee e del legamento sospensore del nodello sono abbastanza frequenti nei cavalli sportivi e ancora di più nei cavalli di corsa dove queste strutture vengono sottoposti a sforzi enormi. In caso di lesione è molto importante stabilire con esattezza la struttura colpita, non solo per poter determinarne la gravità ma anche per poter dare indicazioni adeguate per la ferratura terapeutica. La diagnosi più precisa in questo senso s'ottiene con l'aiuto dell'ecografo.

La ferratura terapeutica ha come obiettivo iniziale di scaricare la struttura colpita per poi gradualmente riportare al suo carico abituale mano a mano che la guarigione avviene registrata da ulteriori controlli ecografici.

Schema 2
Schema 2: 
in blu il legamento sospensore del nodello
in rosso il tendine flessore profondo delle falangi
in verde il tendine flessore superficiale delle falangi
In a: Asse digitale normale: tutti i componenti partecipano al sostegno del nodello.
In b: Alzando i talloni il tendine flessore profondo (rosso) si distende perché diminuisce
l'angolo che descrive intorno al navicolare.
In c: Abbassando i talloni si aumenta la tensione nel T F P F (rosso) a causa
dell'angolo più acuto che è chiamato a descrivere intorno al navicolare; il nodello 
s'innalza distendendo parzialmente il T F S F (verde) e il L S N (blu).

Lo schema n° 2 spiega i principi biomeccanici di una corretta ferratura terapeutica in base alla lesione specifica. Rialzando o prolungando i talloni dello zoccolo con la ferratura, si scarica il T F P F, la sua briglia carpica e la pressione sulla borsa navicolare perché si diminuisce l'angolo che il tendine flessore profondo descrive intorno al navicolare prima di inserirsi sulla terza falange. Allo stesso tempo aumenta però il lavoro del tendine flessore superficiale e del legamento sospensore del nodello per mantenere il nodello in posizione. In conseguenza sé la lesione riguarda una di quest'ultime strutture dobbiamo agire al contrario, con una ferratura molto “coperta” (molto larga) in punta e più stretta e corta ai talloni.

 Riassumendo (e semplificando) le cose si può affermare che sollevando i talloni dello zoccolo s'abbassa il nodello e viceversa.

In caso di lacerazione e cedimento importante di uno o più delle tre componenti dell'apparato di sospensione del nodello si può talvolta rendere utile un cosi detto ortosoma, ferratura molto particolare che offre un sostegno diretto al nodello. Se è danneggiato il tendine estensore delle falangi è conveniente applicare una ferratura con estensione dorsale in punta) durante la riabilitazione.

Concludendo si può affermare l'importanza di una diagnosi precisa che permetta la scelta accurata della ferratura giusta. Come accade sempre con le zoppie del cavallo; le migliore possibilità di successo sono date da un'informale e cordiale collaborazione tra veterinario e maniscalco. 

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