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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Laminite, pododermatite, rifondimento II: ferrature terapeutiche

Pubblicato con il titolo "Verso la guarigione". Cavallo Magazine n°158 Gennaio 2000

Ferrature Terapeutiche

In questa sezione si cercherà di affrontare l'argomento delle ferrature terapeutiche che mirano a ristabilire i normali rapporti tra scatola cornea e osso del piede (3ª falange, PIII) alterati in minor o maggior grado dall'iniziale episodio di laminite acuta.

I principi sui quali si basa la terapia della laminite sub-acuta o cronica sono riassumibili cosi:

  1. Utilizzare le strutture palmari (posteriori) del piede quali: barre-fettone e quarti, per sopportare il peso dell'animale, scaricando cosi la muraglia dorsale da questo compito.
  2. Asportare quella parte della muraglia dorsale che si trova distaccata dalla terza falange.
    Lasciarla in situ non ha senso perchè costituisce un impedimento alla corretta crescita della muraglia nuova.
  3. Controllare la dieta del soggetto per impedire nuovi attacchi (se il sovraccarico alimentare n'era la causa iniziale). Una riduzione di peso dell'animale diminuisce naturalmente anche direttamente il carico sui piedi malati.
  4. Stimolare la crescita dello zoccolo, maggiore sarà la crescita in mm/mese che avviene in corona, meno sarano i mesi necessari per il rinnovo dello zoccolo.
    Il metodo più logico a questo rispetto è un'integrazione della dieta con microelementi utili alla cheratogenesi. Integratori di questo tipo si trovano in commercio.
    La pratica di stimolare le corone con delle applicazioni locali di pomate “riscaldante” (cantaridi) è da evitare soprattutto nelle prime fasi della malattia quando le corone sono di già infiammate.
  5. Trattare (e prevenire con un'adeguata igiene o protezione meccanica) gli ascessi ascendenti che con facilità si sviluppano a livello della linea bianca alterata e gli ascessi sub-soleari che spesso si formano nella regione anteriore della suola, dovuto alla pressione della punta della 3ª falange.
    Questi ascessi causano dei forti dolori e vengono facilmente confusi con nuovi attacchi di laminite, scoraggiando tutti quanti (proprietari, maniscalchi e veterinari).

Tecniche specifiche:

1) Ferri a cuore:

I ferri a cuore hanno un inserto nella parte posteriore forgiato a forma del fettone; in caso di laminite vengono sfruttati per far portare al fettone gran parte del peso del cavallo.Per realizzare la lunghezza corretta dell'inserto sul quale appoggiare il fettone (tropo corto non sfrutta tutto il corpo del fettone e addirittura aiuta a basculare la punta della terza falange in giù; tropo lungo può andare a premere sulla suola dolente).

E' necessario basarsi su radiografie realizzate usando due marker metallici esterni che daranno i punti di referenza sul piede, utili al maniscalco.

Schema
Schema:
Lunghezza dell'inserto a “cuore” il suo apice deve cadere tra la proiezione del centro articolare e l'apice del fettone idealmente sotto il punto d'inserzione del tendine flessore profondo sull'osso del piede.

Il primo marker consiste in un'asticella metallica la cui cima arriva alla linea del pelo in corona (dove inizia la scatola cornea) applicato con un cerotto sulla muraglia dorsale.

Per il secondo marker si utilizza una puntina di disegno infissa ±1 cm al indietro dell'apice del fettone, prendendo l'ulteriore accortezza di disegnare una linea con un pennarello sulla suola in corrispondenza della puntina. (Fig. radio + marker)

Le radiografie lateromediali realizzate in questo modo permettono di valutare con esattezza il grado di spostamento dell'osso del piede rispetto allo zoccolo e in conseguenza il posizionamento coretto del ferro. Inoltre servono come indicazione per la quantità di muraglia dorsale da asportare e finalmente per valutare la gravità del caso e la sua prognosi.

La profondità dell'inserto a cuore rispetto al piano del ferro deve essere tale che il fettone venga sollecitato a portare peso prima della muraglia. Quando si prova il ferro sul piede ci deve rimanere qualche millimetro d'area tra quarti e superficie del ferro con il fettone in contatto con l'inserto. Inchiodando il ferro questo spazio sparisce, idealmente senza che la pressione sul fettone sia cosi eccessiva da causare nuovo dolore al soggetto.

Nei cavalli laminitici il dolore, sempre presente in maggior o minor grado, può rendere difficoltoso la fissazione con chiodi. Ragione per la quale sono state proposti diversi sistemi di ferratura incollabili o fissabili con resine.Alcuni di questi permettono anche la fissazione di cunei sotto i talloni che hanno come scopo la diminuzione della forza basculante esercitata dal tendine flessore profondo sull'osso del piede.

Il rialzo dei quarti-talloni può dare un importante sollievo soprattutto in cavalli con rotazione della 3ª falange ma alla lunga può portare ad un accorciamento-contrattura di questo tendine e della sua briglia carpica, accorciamento indotto già di per se dal dolore.

Per questi soggetti che camminano sulle punte, al contrario della maggioranza dei laminitici che favoriscono i talloni, può rendersi necessario la desmotomia (interruzione chirurgica di un legamento) della briglia carpica, analogamente a quanto avviene in puledri con rampinismo grave, o addirittura la tenotomia (interruzione chirurgica di un tendine) del flessore profondo.

Uno stacco facilitato in punta (ferri a punta quadra, ferri rovesciati p.e.) diminuisce la tensione del tendine flessore profondo su PIII.

2). Resezione della muraglia dorsale:

La presenza della muraglia dorsale distaccata dall'aspetto dorsale dell'osso del piede causa un impedimento meccanico ad una futura unione della muraglia dorsale a livello laminare. Inoltre tra vecchia muraglia e osso del piede si forma uno spazio inizialmente emorragico-sieroso poi corneo (cherafillocele) che esercita pressione sul derma laminare già danneggiato. Questa è la motivazione per una resezione (asportazione radicale) di tutta questa muraglia distaccata. In casi lievi conviene al meno ristabilire un parallelismo tra muraglia dorsale e dorso della 3ª falange.

In alternativa si può praticare un solco subcoronario che arrivi in profondità fino alle lamine morte, questo sistema permette una crescita futura dei tubuli cornei generati in corona paralleli e attaccati alla 3ª falange, senza rendere tropo instabile la scatola cornea.

3) Atri sistemi di supporto della suola e del fettone:

Usando ferri a cuore o pianelle con solette si possono interporre tra inserto e suola palmare-barre-fettone dei siliconi relativamente duri ma che si conformano nella loro fase pre-catalizzata perfettamente all'anatomia della parte posteriore del piede.

Ideale a questo scopo sono per esempio i siliconici usati per impronte dentarie. La realizzazione di una pressione calibrata e di una base d'appoggio maggiore è più facile che con il solo ferro a cuore.

4) Protezione della suola anteriore:

La suola anteriore al fettone, spesso appiattita o addirittura convessa e assottigliata a causa della rotazione e/o dell'abbassamento dell'osso del piede può essere protetta con dei ferri a benda larga e sedile concavo o con delle placche d'alluminio asportabili particolarmente utili se un'ispezione e medicazione d'ulcere della suola sono necessarie.

Il ripristino di zoccoli normali è lungo (minimo 8-10 mesi) e richiede un monitoraggio assiduo, le rimesse o comunque le ferrature si succedono ad intervalli più brevi che nel cavallo normale (4-5 settimane) per mantenere attive le proprietà terapeutiche del sistema di ferratura scelto.

La collaborazione tra veterinario, maniscalco e custode è imprescindibile ragione per la quale può rendersi utile il ricovero del paziente in una struttura specializzata per la riabilitazione di cavalli laminitici.

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