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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Rock and roll mascalcia

Pubblicato con il titolo "Rock and Roll da cavalli". Cavallo Magazine n°156 Novembre 1999

Come già discusso in precedenti articoli, le sollecitazioni articolari eccessive nel dito equino possono essere responsabili di patologie tale la sindrome navicolare e le formelle che portano a zoppia.

Il termine formella sta ad indicare una neoformazione ossea sulla Ia o la IIa falange spesso in corrispondenza della rima articolare tra l'osso pastorale e coronario (formella “alta”) o dell'articolazione tra l'osso coronario e triangolare (formella “bassa”).

Le articolazione del dito equino si sono specializzate nel corso dell'evoluzione diventando delle “cerniere” progettate per funzionare perpendicolarmente al piano sagittale del cavallo (il piano che divide il cavallo per lungo), cioè funzionano in senso antero posteriore e poco e male in senso trasversale (latero - mediale).

Cavalli che devono descrivere delle volte strette (magari su un terreno che non è sempre abbastanza “profondo” da permettere al piede di affondare di più da una parte per accomodarsi all'inclinazione del cavallo) e cavalli che presentano una conformazione difettosa, in particolare rotazioni del dito o di tutto l'arto in dentro (cagnoli) o in fuori (mancini) sonno particolarmente predisposti a sviluppare un'artrite prima (infiammazione di un'articolazione) e artrosi poi (malattia degenerativa articolare).

Anche i legamenti collaterali che conferiscono stabilità alle articolazioni nel senso traversale si possono danneggiare. Come in tutte le specie, ma in particolare nel cavallo, succede che tessuti infiammati e danneggiati come i legamenti capsulari e collaterali stimolano una disordinata e progressiva calcificazione al loro interno, soprattutto dove si fondono con la membrana che ricopre le ossa, il periosteo.

Queste neoformazioni ossee in vicinanza dei margini articolari sono a loro volta fonte d'infiammazione e dolore.

I ferri terapeutici a basculamento multidirezionale (nel titolo chiamati Rock and Roll che significa Dondola - oscilla e rulla) facilitano lo stacco del piede dal terreno in tutte le direzioni, diminuendo cosi il cisagiamento articolare e lo stiramento legamentoso in curva, o dovuti ad una conformazione non idonea.

Fig 1
Fig 1. Rappresentazione schematica del meccanismo d'azione del ferro a basculamento multidirezionale, quando il cavallo descrive una volta stretta su terreno compatto.
a) con una ferratura tradizionale
b) con un ferro a B.M.D.

Dall'aspetto decisamente non tradizionale e con un metodo di posa che prevede la perfetta centratura del ferro sotto il centro dell'articolazione interfalangea distale (l'articolazione composta da III, IIa falange e navicolare), questi ferri hanno dimostrato nella pratica clinica di essere un validissimo aiuto terapeutico per le patologie articolari degenerative del dito.

Disegno del ferro ortopedico Equi+©

C.A.
centro articolare interfalangeo distale
Fig 2
V.
la sua proiezione
E.P.
processo estensorio della IIIa falange
C.S.
cresta semilunare
F.
la sua proiezione
S.A.
superficie (orizzontale) del ferro a contatto con il suolo
B.A.
superficie inclinata di basculamento anteriore
B.L.
superficie di basculamento laterale
B.P.
superficie di basculamento posteriore
S.O.
superficie orizzontale, in cui vengono praticati i fori per i chiodi, da ritagliare secondo il contorno dello zoccolo
Fig 2 
Schema del ferro a B.M.D. Equi + 
e il suo posizionamento sotto il piede

Realizzati in lega per questioni di peso e di facilita di mesa in opera hanno a punto il vantaggio della leggerezza. Altri vantaggi sono la protezione totale della suola che offrono, una, limitata, capacità ammortizzante dovuto all'alluminio, meno rigido dell'acciaio, la possibilità di rigenerare delle muraglie svasate e sovraccaricate perché fanno partecipare anche la suola al compito di sopportare il peso dell'animale, analogamente a quello che succede nei cavalli selvatici - scalzi.

La loro fissazione alla parete avviene tramite chiodi particolari chiamati PG (Mustad®) che hanno una testa perfettamente piatta; sé i fori per il passaggio dei chiodi che si applicano sul ferro vengono realizzati con un diametro leggermente superiore all'asta del chiodo viene facilitato il naturale elaterio dello zoccolo (movimento d'apertura e chiusura ad ogni passo a livello dei talloni). Come molte applicazioni nella mascalcia i ferri a basculamento multidirezionale rappresentano una veste nuova di tecniche e idee già note da tempo come per esempio l'uso delle c.d. gomme napoletane che in parte ha lo stesso meccanismo d'azione.

Come si applicano i ferri a basculamento multidirezionale:

Dopo un pareggio che rispetti al massimo la suola e accurato dell'apice del fettone si sceglie il n° del ferro appropriato e si fanno coincidere il centro del semicerchio interno del ferro con la proiezione del centro dell'articolazione interfalangea distale, che in un piede normale di medie dimensioni cade + o - 1,5 cm all'indietro dell'apice del fettone.

Poi si tracciano due linee sulla superficie inferiore del ferro in corrispondenza delle lacune laterali del fettone; una linea che contorni lo zoccolo sulla superficie superiore del ferro e dei segni sulla superficie inferiore in corrispondenza della linea bianca dove verrano praticate i fori per i chiodi.

In seguito si asportano tramite una tenaglia o un trincetto le parti al di fuori delle linee segnate e si praticano i fori (+ o - 4 - 4,5 mm di ø).

Infine, centrando bene il ferro lo si fissa allo zoccolo tramite chiodi di tipo PG.

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