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Hans Castelijns
Medico Veterinario - Maniscalco
D. V. M. - Certified Farrier

Talloni bassi e talloni sfuggenti: cause, conseguenze e rimedi

2° Convegno Internazionale di mascalcia e podologia - Desenzano del Garda - 28 e 29 Marzo 1998

Definizioni:

Talloni troppo bassi significa un asse digitale spezzato all'indietro a livello dell'articolazione interfalangea distale. Si può anche definire come una mancanza di muraglia a livello dei talloni o un eccesso di muraglia in punta; nell'ultimo caso questo difetto d'appiombo è correggibile con il pareggio. (schema 1b)

Con talloni sfuggenti s'intende una mancanza di parallelismo tra la muraglia dorsale e l'inclinazione dei talloni (schema 1c). Questo implica che i tubuli cornei che scendono giù dalla corona, siano inclinati ad un angolo maggiore con il terreno in punta piuttosto che ai talloni. Benché spesso associato a talloni bassi, ne differisce per il fatto che può presentarsi senza che l'asse digitale sia spezzato e non è correggibile con il semplice pareggio.

Cause:

Un asse digitale obliquo, spesso associato ad un cavallo lungo giuntato, caricando di più i talloni, può causare un maggior consumo o una crescita minore di questi ultimi.

L'inclinazione della corona (2) è parte della conformazione individuale di ogni soggetto. Una corona quasi parallela al terreno corrisponde a talloni fisiologicamente lunghi se non è alterato l'asse digitale. Ad una corona molto inclinata rispetto al terreno, corrispondono viceversa talloni fisiologicamente corti. Quando la corona non è formata da una linea più o meno diritta, ma s'inclina verso i talloni, avremmo facilmente dei talloni sfuggenti.

Paradossalmente sono però spesso i talloni lunghi (corona poco inclinata) ad avere più possibilità di diventare sfuggenti inclinandosi anteriormente.

Iperconicità. L'inclinazione della muraglia, quando è molto inclinata rispetto al terreno, corrisponde ad un piede iperconico (3). Questo tipo di piede ha un elaterio molto marcato e il continuo movimento di apertura e di chiusura causa un notevole consumo di talloni anche con il piede ferrato.

Umidità: oltre che dalla conicità del piede, l'elaterio è influenzato dall'umidità. Le parti interne contengono percentuale maggiori di acqua e perdono più volume quando il piede si secca incastellandosi. Il piede molto molle diventa largo e si consuma facilmente ai talloni dato la sua grande elasticità e la sua minor resistenza.

Intervallo troppo lungo tra ferratura e ferratura In generale si può affermare che un grado di elaterio e di consumo più o meno marcato a livello dei talloni avviene anche nel piede ferrato. Da ciò deriva che si crea uno squilibrio tra lunghezza della punta, dove la muraglia cresce e non si consuma, e lunghezza dei talloni, dove la muraglia cresce ugualmente ma si consuma. Questo squilibrio sarà tanto maggiore quando più lungo sarà l'intervallo tra ferratura e ferratura. (4)

Grassfoot. Un caso particolare è il cosiddetto Grassfoot (5) o piede da pascolo, dove un atteggiamento particolare del puledro, che porta un arto in avanti e l'altro sotto di sé per meglio arrivare al pascolo, causa lo sviluppo di due piedi distinti; uno diritto ed alto ai talloni, l'altro basso e schiacciato nella parte posteriore. Questo atteggiamento è imputabile ad un sviluppo disarmonico tra lunghezza degli arti e dell'incollatura (personalmente l'ho osservato spesso in puledri e cavalli Arabi che hanno un periodo di sviluppo precoce ed intenso verso i 4-8 mesi).

Errori di pareggio e ferratura sono spesso causa di talloni bassi e/o sfuggenti. In alcune discipline ed in alcune tradizioni equestri questi errori erano o sono tuttora quasi la norma.
Penso al trotto, agli Arabi da mostra, ai posteriori di Quarter da Reining, al galoppo. Venivano e vengono date giustificazioni tipo: “Fa velocità” (trotto), “Da movimento” (arabi), “Cosi entra meglio nello sliding stop” (reining). 

Nel galoppo ho conosciuto allevatori che esigevano dal maniscalco che, se il piede non era bello tondo, piatto ed iperconico, lo si facesse diventare abbattendo drasticamente i talloni, indipendentemente dall'asse digitale del soggetto. 

La paura (a volte giustificata) che un cavallo si strappi i ferri anteriori raggiungendosi con i posteriori perché ferrato “comodo” ai talloni, porta spesso a ferrare troppo corto e/o stretto, con l'effetto che se il cavallo non viene riferrato ad intervalli relativamente brevi, verrà a mancare un adeguato supporto e protezione ai talloni. 

A prova che la ferratura può essere responsabile dei talloni troppo bassi di molti soggetti, basta osservare come cavalli sferrati, con ampia opportunità di movimento, tendano ad avere piedi relativamente equilibrati. 

Una punta lunga, venendo a contatto con il terreno, per prima cosa si consumerà in fretta; il fettone, le barre, la suola, essendo in contatto parziale con il terreno, distribuiranno meglio il carico permettendo una crescita maggiore ai talloni.

Conseguenze:

Per discutere delle conseguenze del nostro appiombo difettoso, dobbiamo analizzare l'anatomia (6) e la fisiologia, in particolare la Biomeccanica e la Biocinetica che descrivono le leve, le forze ed il movimento della “macchina” equina. 

Biocinetica

Iniziando con un breve accenno alla Biocinetica (7), è ormai provato che il vecchio schema, riportato e ricopiato per decenni nei più vari testi di mascalcia e di Podologia, sull'influenza dell'asse digitale sull'arco di sospensione è erroneo (vedi Ratzlaff, Clayton, Balch, Vanschepdeal). 

L'arco di sospensione è più correttamente rappresentato da un arco relativamente appiattito con due apici, arco che rimane relativamente costante nella sua forma indipendentemente dall'angolatura dello zoccolo. 

Un piede con talloni troppo bassi e perciò con una punta relativamente troppo lunga, ha però una fase d'appoggio alterata; è la punta, invece dei talloni, a venire per prima in contatto con il terreno ed il distacco del piede dal terreno viene ritardato. Di conseguenza, la fase d'appoggio si sposta indietro rispetto al corpo del cavallo.

Biomeccanica

In termini Biomeccanici si avranno le seguente conseguenze:

1) La lunghezza della leva che va della punta del piede alla proiezione (8) verticale delle articolazioni interfalangee e metacarpo falangea viene aumentata.

2)  Le strutture flessorie vengono sollecitate disarmonicamente (9). La scatola cornea e con essa la terza falange, diventando più oblique, mettono sotto maggior tensione il tendine flessore profondo. Questo comporta una verticalizzazione del pastorale con diminuzione della tensione sul tendine flessore superficiale e sul legamento sospensore del nodello. 

Da notare che l'angolo acuto distale che descrive il flessore profondo aumenta la pressione a livello di borsa del navicolare.

3) Cambiano i rapporti intra-articolari della interfalangea distale(10). La seconda falange, verticalizzandosi rispetto alla terza, si rapporta maggiormente con la faccia articolare del navicolare, che a sua volta può cedere meno verso il basso a causa dei suoi legamenti collaterali che lo collegano prossimalmente alla estremità della prima falange. La fase dell'appoggio in cui tutti questi fattori si sommano a dare maggior stress a livello navicolare si trova appena prima del distacco del piede dal terreno. (11)

4) Contusioni e microtraumi. La minor lunghezza dei talloni, accompagnata da barre deboli e da un fettone sovrasviluppato, espone tutte le strutture palmari del piede a più contusioni e microtraumi; cosi si avranno più facilmente sobbattiture agli angoli di inflessione ma anche ripercussioni a livello della borsa sinoviale del navicolare.

5) Stress laminare. La lunghezza eccessiva della punta causa stress laminare sull'ingranaggio derma-cheratofiloso nella parte dorsale della muraglia (12), specialmente quando si assiste alla formazione di una muraglia dorsale concava non più parallela al dorso della terza falange. Essendo come ricordato prima, la tensione del flessore profondo sulla terza falange già aumentata, non è raro di vedere distacchi laminari in punta, con fenomeni di onicomicosi o tarlo da microrganismi opportunisti o addirittura qualche caso di laminite.

6) Sovraccarico a livello di corona. I talloni eccessivamente bassi portano ad un sovraccarico a livello della corona nella parte posteriore del piede e la conseguenza è una crescita minore di quella parte dello zoccolo e l'instaurarsi di un ciclo vizioso.

Rimedi:

Le tecniche per cercare di rimediare al difetto di talloni bassi e/o sfuggenti vanno da regole elementari della buona mascalcia fino a tecniche assai complesse e includono:

1) Riferrare ad intervalli di tempo appropriato per ogni soggetto. Non lasciare cavalli con piedi iperconici troppo tempo con una vecchia ferratura.

2) Lasciare una guarnitura adeguata a livello dei talloni e quarti così come una lunghezza sufficiente ai rami del ferro. 
Una regola utile a questo riguardo potrebbe essere quella di lasciare sporgere il tallone del ferro fino a metà distanza tra il tallone del piede e la proiezione verticale del glomo. (13)

3) Togliere un eventuale concavità alla muraglia dorsale ristabilendone il parallelismo con la terza falange.
Portando il ferro indietro rispetto alla parte anteriore dello zoccolo, coincideranno meglio il baricentro del ferro con la proiezione del centro dell'articolazione interfalangea distale. Per gli anteriori questo richiede l'uso di ferri senza barbetta o con barbette laterali. Analogo effetto si ottiene squadrando o "sbarchettando" la punta del ferro.

4) Sedile concentrico: Per diminuire l'eccessivo elaterio di piedi iperconici è utile dare un sedile concentrico al ferro, mantenendolo piatto solo a livello dei talloni. Allo stesso scopo possono usarsi barbette laterali poste nella parte più larga dello zoccolo.

5) Ferro ad uovo: Ulteriore miglioramento della base d'appoggio della parte posteriore del piede si può avere con l'uso di ferri ad uovo. I talloni sprofonderanno meno nel terreno e il baricentro del ferro coinciderà più facilmente con il centro articolare. 

6) Ferro rovesciato. Si va oltre il ferro ad uovo (sbarchettato in punta) usando un ferro rovesciato con o senza barbette laterali. Al vantaggio d'una base d'appoggio aumentata a livello della parte posteriore del piede, si somma quello d'una estrema facilitazione dello stacco in punta. Tale soluzione offre inoltre il vantaggio di permettere un modico consumo dello zoccolo in punta durante l'intervallo tra due ferrature.

7) Ferri rialzati ai talloni. L'asse digitale si può ripristinare artificialmente con ferri rialzati ai talloni e con ferri piatti più cunei o solette cuneiformi. Alcuni consigliano un ferro rialzato per problemi di talloni sfuggenti che devono essere previamente pareggiati a fondo per togliere quella parte dei tubali piegati in avanti. (14). Benché questo sia teoricamente giusto, è sempre difficile tagliare ulteriormente talloni già atrofici. È anche possibile combinare il ferro a uovo con un rialzo dei talloni, o tramite suolette interposte, o tramite l'uso di ferri ad uovo a talloni rialzati in lega (per questioni di peso).Un neo della lega è che talloni dotati di notevole elaterio tendono a scavare solchi nelle faccia superiore del ferro.

8) Distribuzione del carico ad altre strutture: Per stimolare una maggior crescita di talloni atrofici, sono utili metodi che distribuiscono parte del carico della muraglia ad altre strutture dello zoccolo come barre-suola e fettone.

a) Cavallo sferrato.Il più semplice, un tempo molto usato in Inghilterra d'estate per cavalli da caccia, consiste nel lasciare il cavallo sferrato su terreni morbidi e con regolari pareggi in punta.

b) Ferro a cuore. Sfruttare il fettone, che in piedi iperconici è spesso ipersviluppato, tramite ferri a cuore, nei quali l'inserto prenda un buon contatto con il fettone.

Inconvenienti di questa ferratura è che non è adatta per lavori agonistici perché le pressioni che l'inserto trasmette tramite fettone, cuscinetto digitale e flessore profondo alla borsa navicolare, sono eccessive. Tanto meno è un metodo per un cavallo con sindrome navicolare.

c) Silicone. L'uso di solette con silicone tra soletta e suola-barra fettone permette di interporre un strato portante ma permanentemente morbido tra tutto il piede e il terreno, scaricando così le parti della muraglia sovraccariche. 

Idealmente si fa applicando un silicone catalizzato tra soletta e suola con il piede in mano e lasciandolo indurire in questa posizione. Si evita cosi che il cavallo spinga fuori parte del silicone ancora liquido rendendolo meno efficace, caricando l'arto e con ciò deformando leggermente la scatola cornea, suola compresa. 

Una variante consiste nel praticare dei fori nella soletta tramite i quali il silicone possa fuoriuscire, per poi tirarlo a liscio con la superficie inferiore del ferro. Inconvenienti di questa ferratura sono: la possibilità d'immarcimento del fettone, la necessità di una muraglia discreta per poter tenere il tutto tramite chiodi e l'alto costo.

9) Ricostruzione artificiale. Per ultimo esiste la possibilità di effettuare una vera e propria ricostruzione dei talloni con resine d'alta qualità, resine che, oltre ad un'ottima adesività, devono presentare una flessibilità analoga a quella dell'unghia a livello dei talloni. 

Tale metodo richiede una pulizia meticolosa, un cavallo molto paziente o sedato, visto che deve essere effettuata la ricostruzione in più strati per evitare di surriscaldare strutture sensibili quando la resina catalizza, ed infine un proprietario disposto ad affrontare i notevoli costi in materiale e mano d'opera.

Conclusione:

Concludo sottolineando che non esiste una ricetta universale di ferratura per questi difetti, ma una serie di metodi e di tecniche tra cui scegliere a seconda del singolo cavallo o addirittura del singolo piede!

Schema 1
Schema 1
Schema 2
Schema 2: inclinazione della corona
Scherma 3
Schema 3: Iperconicità
Schema 4
Schema 4
Schema %
Schema 5: Grassfoot
Schema 7
Schema 7
Schema 8
Schema 8: lunghezza della leva
Schema 9
Schema 9: sollecitazione disarmonica  delle strutture flessorie
Schema 10
Schema 10
Schema 11
Schema 11: Rapporti intra-articolari alterati
Schema 12
Schema 12: Stress laminare
Fig 13
Schema 13: Guarnitura appropriata
Schema 14
Schema 14
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